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_______________________________ ALL INTERVIEWS   ALBERTO CASTRO - ALBERTO GIANFRANCO BACCELLI - ALFIO GAROZZO ANDREA BERNABINI - ANDREA BUZZICHELLI - ANNA MARIA COLACE ANTONELLA MONZONI - ATTILIO SCIMONE - CARLO FERRARA - CATERINA CODATO ENRICO LA BIANCA - ENZO CRISPINO - FEDERICA ZUCCHINI - FILIPPO VENTURI FRANCESCA DELLA TOFFOLA - FRANCO FERRO - GIOVANNI PAOLINI GIUSEPPE CASABURI - JOE OPPEDISANO - LORENZO CICCONI MASSI LUIGI GRIECO - MARCO GUIDI - MARIO CUCCHI - MARIO VALENTI NELLA TARANTINO - PATRIZIA EICHENBERGER - PIETRINO DI SEBASTIANO REGIS DELACOTE - SARO DI BARTOLO - TOMMASO SILVAGGIO UMBERTO VERDOLIVA - VASCO ASCOLINI - WILLY VECCHIATO

Mario Valenti

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“ L’atto fotografico... diventa lo strumento principe per chiudere la forbice tra conscio ed inconscio, traduce la voglia del fuori controllo, disegna la tangente al cerchio del senso della misura, diventa il campo di elezione della non fredda e sterile sperimentazione che accompagna la sensazione straordinaria della creazione raggiunta... “stato provvidenziale” che schiude la nostra mente al desiderio di conoscenza del proprio autentico essere, uno stimolo verso la ricerca di qualcosa di latente che vogliamo salga ai piani della consapevolezza... svelando ciò che non conosco, accompagnando una direzione dello sguardo che mi restituisca forme cariche di senso che riescano ad alterare l’equilibrio dell’ordinario”   Angelo Zzaven: Mario, intervistare te non mi risulta cosa agevole, l'amicizia e la stima che ci lega, le tante volte che ci siamo confrontati/scontrati sulla fotografia, il timore che possa in parte intuire le tue reazioni, mi fa temere per un risultato dialetticamente co

Andrea Bernabini

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“ La voglia di scoprire sempre nuove forme di espressione mi ha fatto approdare anche nella video Arte, ma è solo attraverso la fotografia, ancora oggi, che trovo il vero canale di comunicazione del mio io... la mia curiosità e la sete di conoscenza sono stati il motore della mia costante ricerca sulle arti visive, un settore che negli ultimi decenni ha avuto una vera e propria esplosione, successo che mi ha permesso di poterne fare la mia professione vivendo della mia Arte” Angelo Zzaven: Andrea, alcuni giorni fa ho incontrato sul web alcune tue immagini della serie “Mnesia” che mi hanno particolarmente colpito, da lì è nata la mia curiosità per il tuo lavoro e l'idea di questa intervista... ma avremo modo di parlarne, per iniziare vorrei che mi parlassi di te: chi sei, cosa fai, come arrivi alla fotografia? Andrea Bernabini: Grazie Angelo della tua attenzione e a quella dei tuoi lettori. Sono un Artista visivo, sperimentatore da anni di nuove tecnologie, e privilegio nel mio ling

Andrea Buzzichelli

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“ L’ amore per la natura la considero una cosa normale come è normale che ogni mio lavoro fotografico vada, anche involontariamente, in quella direzione. Per lavoro fotografo persone per amore fotografo alberi” Angelo Zzaven: Andrea, è da parecchio tempo che pensavo a una chiacchierata tra di noi, mi ha sempre incuriosito la tua fotografia, ma anche la tua vita, il tuo andare avanti senza prenderti, troppo, sul serio, eppure producendo dei lavori che seri lo sono. Voglio approfittare di questa occasione per conoscerti meglio. Cosa fai nella vita? Come avviene il tuo incontro con la fotografia? Andrea Buzzichelli: Ciao Angelo scusa se ti ho fatto aspettare ma sei capitato nell'ennesimo momento di riadattamento alla vita e mi prende sempre un sacco di tempo ! Ahahaha... scherzi a parte, dopo il covid mi sono dovuto reinventare per l' ennesima volta. Questo naturalmente implica momenti incasinati nei quali spesso si tralascia le cose che ci piace fare. Nel mio caso la fotografia.

Federica Zucchini

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“ C'è stato un tempo in cui amavo salire da sola sulle montagne, amavo camminare, lo facevo col sole, la pioggia, il vento e la neve, lasciavo cadere briciole di pane (erano puntini bianchi per il ritorno o forse segnali per farmi trovare oppure briciole per i passeri amici degli spiriti solitari) e mangiavo bacche mature di rosa canina, portavo con me la mia scatola nera magica, la Polaroid 636, e durante lo sviluppo mettevo le fotografie accanto al cuore. Dipanavo così la matassa dell’ingombro dei pensieri e accarezzavo la malinconia” Angelo Zzaven: Federica, per iniziare vorrei che mi parlassi di te: chi sei, cosa fai, come e quando è entrata la fotografia nella tua vita? Federica Zucchini: Chi sono? Domanda difficile. Da dove potrei iniziare per parlare di me stessa, potrei partire da lontano, oppure da vicino. Parto da queste parole. Federica è come gli alberi, ha i piedi per terra e la testa tra le nuvole. Lei sogna, sogna e desidera. Dalle sue finestre osserva sempre il ciel