Mario Valenti
“ L’atto fotografico... diventa lo strumento principe per chiudere la forbice tra conscio ed inconscio, traduce la voglia del fuori controllo, disegna la tangente al cerchio del senso della misura, diventa il campo di elezione della non fredda e sterile sperimentazione che accompagna la sensazione straordinaria della creazione raggiunta... “stato provvidenziale” che schiude la nostra mente al desiderio di conoscenza del proprio autentico essere, uno stimolo verso la ricerca di qualcosa di latente che vogliamo salga ai piani della consapevolezza... svelando ciò che non conosco, accompagnando una direzione dello sguardo che mi restituisca forme cariche di senso che riescano ad alterare l’equilibrio dell’ordinario” Angelo Zzaven: Mario, intervistare te non mi risulta cosa agevole, l'amicizia e la stima che ci lega, le tante volte che ci siamo confrontati/scontrati sulla fotografia, il timore che possa in parte intuire le tue reazioni, mi fa temere per un risultato dialetticamente co...