REGIS DELACOTE
“ Le nostre immagini siamo sempre noi e allo stesso tempo non lo siamo mai. Considero il mio approccio onirico un mezzo di comunicazione diretta con il mondo spirituale. Questi vagabondaggi della mente diventano evocazioni, persino incantesimi in cui i volti sono velati e i corpi sono disturbati per deformare meglio la realtà e trascenderla” Angelo Zzaven: Régis, intanto grazie per la disponibilità e per avere accettato di rispondermi in italiano. Ho conosciuto il tuo lavoro che ho molto apprezzato, durante la prima fase del progetto #leimmaginicheamo, approfitto oggi, di questa occasione per conoscerti meglio. Parlami di te, che cosa fai nella vita, come è avvenuto il tuo incontro con la fotografia? Régis Delacote: Ciao Angelo! Grazie per questa prima domanda. Pratico la fotografia (in forma onirica e introspettiva) dal 1991. Parallelamente lavoro in uno studio fotografico. Il mio primo incontro con la fotografia artistica risale all'infanzia quando guardavo di nascosto le riviste...